mercoledì 16 aprile 2014

COME GLI ILLUMINATI PROGRAMMANO LE PERSONE

da TimmyNews
 
 
 


Testimonianza di un ex programmatore

Nei primi capitoli, ho definito l'Illuminismo, i suoi scopi, un po' della sua filosofia, come il denaro crea imprese ed ho esposto un'agenda che aiuta a spiegare PERCHE' si programmino le persone. Credo che queste siano cose importanti da capire, come prefazione per i prossimi capitoli.

Perché? Le tecniche di programmazione che descriverò richiedono un'incredibile quantità di tentativi, tempo, dedizione e pianificazione da parte del culto per essere attuate su un individuo.

Solo un gruppo di persone così motivato può spendere questo tempo per fare tutto questo.

Per me è molto difficile scrivere questi capitoli, poiché il mio ruolo nel culto era quello di programmatore.

Le tecniche di cui leggerete, quindi, sono quelle che ho usato per programmare gli individui con cui lavoravo. Ora non faccio più queste cose, ne approvo chi le fa, la ragione per cui scrivo questo è che credo che i medici che lavorano con il DID, così come i sopravvissuti, meritino di sapere COSA viene fatto alle persone, COME viene fatto e che gli vengano date alcune idee su come eliminare la programmazione che il culto applica alle persone.

Prima di tutto, voglio distinguere la programmazione non intenzionale da quella intenzionale.

Questo è anche conosciuto come “milieu” (ambito-contesto) ambientale in cui il bambino è cresciuto.

La programmazione generazionale di un bambino degli Illuminati spesso comincia prima della nascita (questo sarà spiegato in seguito) ma, una volta nato, lo stesso ambiente in cui il bambino cresce diventa una forma di programmazione.

Spesso, il piccolo è cresciuto in un ambiente familiare che combina un abbandono durante il giorno con disfunzioni nelle figure parentali. Il bambino impara presto che la notte e le attività del culto sono quelle veramente importanti. Il bambino può essere privato di attenzione, addirittura abusato di giorno ed è trattato come speciale (o "considerato" dai genitori) nell'ambiente del culto. Questo può condurre ad alterazioni già da piccoli, in cui il bambino si sente "invisibile", abbandonato, rifiutato, immeritevole di amore o attenzione, addirittura che non esista, a meno che non stia facendo un lavoro per la "famiglia".

Un altro ambito di condizionamento che il bambino deve affrontare è quello dell'inconsistenza degli adulti attorno a lui, dato che gli adulti di una famiglia del culto hanno quasi sempre personalità multiple. Questo crea una realtà per il bambino in cui i genitori agiscono in un modo a casa e in un modo completamente diverso alle riunioni del culto e in un modo ancora diverso nella società normale.

Poiché queste sono le prime esperienze con gli adulti ed il loro comportamento, il bambino non ha altra scelta che accettare la realtà in cui esseri umani si comportano in modi completamente diversi in differenti ambienti. Nonostante sia non intenzionale, questo prepara il bambino ad una successiva dissociazione, così come per gli adulti attorno a lui.

PROGRAMMAZIONE INTENZIONALE

La programmazione intenzionale di un bambino degli Illuminati spesso comincia prima della nascita.

La separazione prenatale è ben conosciuta nel culto poiché il feto, a causa di traumi, è in grado di staccarsi dal ventre. Questo di solito è fatto tra il settimo e il nono mese di gravidanza. Le tecniche usate includono: mettere cuffie sull'addome della madre e suonare forti e discordanti musiche (come pezzi moderni di musica classica, o anche le opere di Wagner).

Viene anche usata la musica rock. Altri metodi richiedono che la madre ingerisca sostanze amare per rendere amaro il liquido amniotico, o urlare al feto nel ventre. L'addome della madre può anche essere colpito.

Piccoli shock all'addome possono essere fatti, specialmente quando il termine è vicino e possono essere usati per causare una nascita prematura per assicurarsi che il bambino nasca durante una festa cerimoniale. Per assicurarsi che la nascita avvenga in una certa data possono anche essere usate alcune droghe.

Quando il bambino è nato, i test cominciano quasi immediatamente, di solito nelle prime settimane di vita. Gli addestratori, che cercano alcune qualità nel bambino, lo piazzano su un tavolo e controllano i suoi riflessi a stimoli differenti. La forza del bambino, come reagisce a caldo, freddo e dolore. Bambini diversi reagiscono in modo diverso e gli addestratori cercano abilità dissociative, riflessi rapidi e tempi di reazione.

Con questi test viene incoraggiata anche una prima dissociazione del bambino. Per creare una frammentazione, il bambino viene anche abusato. Metodi di abuso possono includere sonde rettali, stupro anale digitale, shock elettrici a basso livello a dita e genitali, il taglio dei genitali in circostanze rituali (in bambini più grandi).

L'intento è quello di iniziare una frammentazione prima che uno stato di ego si sviluppi e personalizzare il bambino al dolore e alla dissociazione riflessiva dal dolore (sì anche appena nati dissociano, ho visto questo stato più e più volte, sembrano bianchi e fiacchi oppure vitrei, a fronte di continui traumi).

L'isolamento e l'abbandono programmato a volte cominciano in modo rudimentale. Il bambino è abbandonato o lasciato senza cura dagli adulti in modo intenzionale di giorno, poi preso, calmato, pulito e ascoltato durante i preparativi per un rituale alle riunioni del gruppo. Questo viene fatto per aiutare il bambino ad associare le riunioni notturne con "amore" ed attenzione e per aiutare il processo di legame al culto o "famiglia".

Al bambino viene insegnato ad associare l'attenzione materna con i rituali e quindi associare le riunioni del culto con una sensazione di sicurezza.

Mentre il bambino cresce, dai 15 ai 18 mesi circa, viene creata intenzionalmente altra frammentazione, facendo abusare il bambino dai genitori o da altri membri del culto. Durante l'abuso il bambino viene calmato “a intermittenza”, legando con il bambino per poi shockarlo sulle dita.

Il bambino può essere lasciato cadere da grandi altezze e schernito finché, terrorizzato, non comincia a piangere. Può essere messo in gabbia per dei periodi di tempo, esposto a piccoli periodi di isolamento. In seguito possono cominciare con la privazione di cibo, acqua e bisogni primari.

Tutti questi metodi sono fatti per creare una dissociazione intenzionale nel bambino. Il bambino, a questa età può essere portato a riunioni del gruppo, ma fuori dalle occasioni speciali non ha ancora un ruolo attivo nel culto. I piccoli vengono in genere lasciati con un membro che si prende cura di loro durante le attività del gruppo. Questo ruolo è di solito a rotazione tra i membri di basso livello o tra i teenager. Tra i 20 e 24 mesi, il bambino può cominciare i "passi della disciplina" che gli Illuminati usano per istruire i loro figli.

L'età in cui il bambino comincia può variare in base al gruppo, ai genitori, all'addestratore e al bambino. Questi "passi della disciplina" sarebbero meglio definiti come "passi del tormento e dell'abuso" poiché il loro proposito è quello di creare un bambino altamente dissociativo, completamente senza pensiero, devoto al culto. L'ordine di questi passi può anche variare un po' in base ai capricci dell'addestratore o dei genitori.

Discuterò ora i primi 5 passi della disciplina:

(nota: questi passi possono variare in qualche modo da regione a regione, ma seguono per la maggior parte questa scaletta)

Primo passo: non aver bisogno

Il bambino è messo in una stanza senza nessun stimolo sensoriale, di solito una stanza d'addestramento con muri bianchi, grigi o beige. L'adulto esce e il bambino è lasciato da solo per dei periodi di tempo: questi possono variare da ore fino ad un intero giorno, mentre il bambino cresce. Se il bambino prega l'adulto di restare o urla, viene percosso e gli viene detto che i periodi di isolamento aumenteranno fino a quando non imparerà a smettere di essere debole.

Il proposito di questa disciplina è di insegnare al bambino ad appoggiarsi sulle sue risorse interne e non ad altre persone ("renderlo più forte"). Quello che fa, è di creare un grande terrore dell'abbandono nel bambino.

Quando l'adulto o l'addestratore ritorna nella stanza il bambino è spesso trovato impietrito o rannicchiato in un angolo, occasionalmente quasi catatonico dalla paura.

L'addestratore quindi "recupera" il bambino, lo nutre, gli da qualcosa da bere e si lega al bambino come suo "salvatore".

L'addestratore dirà che la famiglia gli ha detto di recuperarlo perchè lo "ama". L'addestratore, a questo punto instilla gli insegnamenti del culto nell'indifeso bambino, incredibilmente grato per essere stato "salvato". L'addestratore rafforzerà nel bambino il bisogno della "famiglia", che lo ha appena salvato dalla morte per abbandono o fame. Questo insegnerà al bambino ad associare comfort e sicurezza con il legame con l'addestratore (che può essere uno dei genitori) e con i membri della "famiglia".

Il culto è molto esperto dei principi dello sviluppo dei bambini ed ha creato esercizi come quello sopra dopo centinaia di anni di insegnamento a bambini molto piccoli.

Secondo passo: non volere

Questo passo è molto simile al primo, e lo rafforza. Questo è fatto a intermittenza con il primo passo nei primi anni di vita del bambino.

Ancora, viene lasciato da solo in una stanza d'addestramento, senza cibo o acqua, per un lungo periodo di tempo. Un adulto entrerà nella stanza, con un grosso secchio di acqua o cibo congelati. Se il bambino chiede altro, poiché l'adulto mangia o beve in sua presenza, viene severamente punito per essere debole e pieno di necessità.

Questo passo è rinforzato, fino a quando il bambino impara a non chiedere cibo o acqua a meno che non gli sia offerto. Il culto fa questo per creare un bambino forte, che può sopportare lunghi periodi senza cibo o acqua. Ma la vera ragione per cui lo fanno è per creare un bambino completamente dissociato dai suoi stessi bisogni di cibo, acqua o altri comfort e che diventa timoroso di chiedere aiuto agli adulti.

Questo crea nel bambino uno stato di ipervigilanza con cui cerca indizi su quando è il momento di soddisfare i bisogni e di non fidarsi dei propri segnali del corpo. Il bambino già impara a guardare oltre se stesso per imparare come dovrebbe pensare e non fidarsi delle proprie sensazioni.

Il culto diventa quindi il luogo di controllo del bambino.

Terzo passo: non desiderare

Il bambino è piazzato in una stanza con i giocattoli o gli oggetti preferiti. Un adulto gentile entra nella stanza e incita il bambino al gioco. Questo adulto può essere un amico, zio, genitore o l'addestratore.

Il bambino e l'adulto possono giocare di fantasia sui desideri segreti, i sogni o le voglie del bambino. Questo viene fatto più volte, fino a guadagnare la fiducia del bambino. A quel punto il bambino è severamente punito per ogni aspetto dei suoi desideri e delle fantasie condivise con l'adulto, inclusa la distruzione dei giocattoli preferiti, distruggendo ogni luogo segreto che il bambino possa aver creato, inclusi protettori non appartenenti al culto.

Questo passo è ripetuto, con variazioni, molte volte negli anni seguenti. Occasionalmente amici e parenti del bambino sono usati per rivelare fantasie che il bambino ha confidato loro durante il giorno o quando non era visto. Il culto fa questo per creare un bambino che non abbia fantasia, che è più diretto verso l'esterno che verso se stesso. In altre parole il bambino deve cercare il permesso degli adulti per qualsiasi aspetto della vita, inclusi quelli interni.

La realtà è che questo passo distrugge tutti i luoghi sicuri che il bambino si è creato internamente, per rifugiarsi dagli orrori che sperimenta. Questo metodo crea nel bambino la sensazione che non c'è mai una reale sicurezza, che il culto troverà tutto ciò che pensa. Esercizi come questo sono anche usati per creare alterazioni nel bambino che denuncerà volontariamente agli addestratori del culto i propri luoghi segreti o desideri contro il culto che le sue altre personalità hanno.

Questo comincia a preparare divisione e ostilità intersistemiche che il culto manipolerà attraverso l'intero arco della vita della persona per poterla controllare.

Quarto passo: la sopravvivenza del più adatto

Questo passo è usato per iniziare a creare personalità che agiscano nel bambino.

TUTTI I MEMBRI DEL CULTO SONO INTESI COME PERPETRATORI; QUESTO COMINCIA NELLA PRIMA INFANZIA.

Il bambino è portato in una stanza dove c'è un addestratore ed un altro bambino approssimativamente della stessa età, o leggermente più giovane. Il bambino è severamente colpito per un certo periodo di tempo dall'addestratore, poi gli viene detto di colpire l'altro bambino. Se il bambino continua a rifiutarsi, o piange, o cerca di colpire l'addestratore, continueranno ad essere colpiti e gli verrà ripetuto di colpire l'altro bambino, per dirigere la sua rabbia sull'altro.

Questo passo è ripetuto fino a quando finalmente il bambino esegue il compito. Questo passo comincia intorno all'età di 2 anni fino ai 2 e 1/2 ed è usato per creare personalità aggressive.

Mentre il bambino cresce, le punizioni diventano sempre più brutali. Dai bambini ci si aspetta che diventino persecutori di altri già da molto giovani, e faranno "pratica" su bambini più piccoli, con l'incoraggiamento e la ricompensa degli adulti intorno a loro. Mimeranno anche questi adulti, il cui ruolo li modellerà costantemente.

Al bambino verrà insegnato che questo è uno sfogo accettabile per gli impulsi aggressivi e la rabbia che è creata dalla brutalità cui il bambino è costantemente esposto.

Quinto passo: il codice del silenzio

Per insegnare questo passo sono usati molti diversi stratagemmi, cominciando all'età di 2 anni circa quando il bambino comincia a diventare più abile nel parlare. Solitamente, dopo un rituale o una riunione del gruppo, al bambino viene chiesto cosa abbia visto o sentito durante l'incontro.

Come molti bambini ubbidienti, lo faranno. Sono quindi immediatamente picchiati duramente, o torturati, e viene creata una nuova personalità, a cui viene detto di tenere per se i ricordi di ciò che ha visto o di soffrire. La nuova parte accetta sempre.

Il bambino e la sua nuova parte vengono quindi portati ad una cerimonia in cui giurano di non rivelare nulla. Vengono quindi create altre personalità, il cui compito è quello di uccidere il corpo se le altre dovessero provare a rivelare informazioni.

Il bambino è anche sottoposto a severe torture psicologiche per assicurarsi che non abbia mai la tentazione di parlarne, incluse: essere seppellito vivo, portato vicino all'annegamento, guardare le "morti dei traditori" che coinvolgono una lenta e dolorosa tortura, come essere bruciati o spellati vivi, essere seppelliti con corpi parzialmente putrefatti, dicendo che diventeranno così se provano a raccontare questi fatti, ecc..

Gli scenari continuano e continuano, inventati da persone con una immaginazione crudele e senza fine, per poter assicurare la segretezza nei bambini. Questi metodi sono stati perfezionati in centinaia di anni di pratica dal culto coi suoi bambini. La ragione per cui si fanno queste cose è evidente: il culto è coinvolto in attività criminali, come spiegato nelle prime parti, e vogliono assicurarsi il continuo silenzio dei bambini. Questa è una delle ragioni per cui il culto è sopravvissuto così a lungo con la sua continua segretezza, e perché i sopravvissuti hanno paura e non vogliano rivelare i loro abusi.

Per poter rivelare i segreti del culto, un bambino deve andare contro alcuni dei più tremendi, orridi traumi psicologici e abusi immaginabili. Anche da adulto, quando parla dei suoi abusi, il sopravvissuto ha difficoltà a mettere da parte queste cose. A bambini ed adulti viene detto che se parleranno, saranno cacciati e uccisi (l'addestramento da assassino insegna al bambino che non c'è nessun posto sicuro), che saranno torturati lentamente. Il bambino sarà esposto a ulteriori esperienze durante la crescita che rinforzano questo passo.

CONSIGLI CHE POSSONO AIUTARE

Credo di poter offrire alcune idee su come eliminare una parte della programmazione summenzionata, non perché creda nella conoscenza in se, semmai per il dovere di farlo conoscere. Il sopravvissuto spesso necessita di strumenti per poter cancellare alcuni degli orrendi abusi che il culto ha perpetrato, specialmente quando i ricordi di queste cose riaffiorano.

QUESTI SONO SOLO UTILI CONSIGLI E NON SOSTITUISCONO QUELLI DI UN BUON TERAPISTA.

Prima programmazione milieu:

questa è difficile da eliminare, poiché colpisce l'abbandono e il rifiuto per il sopravvissuto. Queste sono spesso state le prime esperienze come bambino, coinvolgendo le relazioni con i genitori ed i membri principali della famiglia. Lavorare su questo richiede la completa volontà di tutte le personalità interne. Questo per rendere possibile riconoscere che anche il GIORNO è importante, che gli adulti intorno al bambino erano quelli malati.

Il bambino si sente spesso non amabile, incredibilmente bisognoso, depresso, ma educare le personalità interne può servire a confortarlo e fargli realizzare che può essere amato, indipendentemente da che persone erano gli adulti intorno a lui.

Qui, un terapista di supporto esterno e un forte sistema di educazione possono aiutare tremendamente nel processo di cura, mentre i nuovi messaggi sono portati alle parti abbandonate e ferite.

Ordinare quello che è successo, far capire i veri significati dell'abbandono e portare la realtà alle varie parti profondamente ferite richiederà tempo.

Prima frammentazione intenzionale: (0-24 mesi).

Di solito ci sono parti cognitive del sopravvissuto che non hanno mai dimenticato gli abusi, e, condividere la realtà cognitiva dell'abuso con le personalità amnesiche, può aiutare. Ciò dovrebbe essere fatto in modo estremamente lento, poiché il primo abuso è stato fatto in età molto precoce.

Creare una nursery interna, con giocattoli sicuri può aiutare. Educare personalità adulte può aiutare a curare il bambino ferito nella nursery, mentre si riconosce ciò che è successo e ci si dispiace.

E' importante dare credito e valore alle parti giovani, quando si fanno avanti per condividere. Permettere loro modi non verbali di esprimersi può aiutare, poiché ci sono parti giovani che spesso non possono ancora parlare. Avere personalità interne giovani che possano verbalizzare ciò che il bambino vuole, ciò di cui ha bisogno e di cui ha paura, può aiutare, poiché spesso le parti più giovani non si fidano di nessun adulto, neanche di quelli interni.

Per la cura è importante un terapista forte, che modelli una sana educazione su un sistema che non ha alcun concetto di quella vecchia, mentre si bilanciano i bisogni del bambino di educazione esterna, così che il sistema stesso possa trovare la sua tecnica educativa.

Degli aiuti interni possono raggiungere il bambino, come per esempio condividere la realtà presente (che il corpo è più vecchio, che loro sono al sicuro, ecc.). Questi aiutanti possono essere bambini interni più vecchi, come detto prima.

Il sopravvissuto potrebbe voler individuare, quando possibile, adulti di supporto che possano aiutarlo a modellare se stesso con buoni principi.

UN TERAPEUTA O UN AMICO NON POSSONO SOSTITUIRE I GENITORI DEL SOPRAVVISSUTO.

Il sopravvissuto, vorrà poterlo fare ma, realisticamente, ha una sola coppia di genitori, buoni o cattivi che siano. Nessun esterno può entrare e sostituire i genitori di un'altra persona. Quello che il terapista e le persone di supporto possono fare è essere empatici, ascoltare, mentre il sopravvissuto si lamenta della mancanza di un'adeguata educazione. Possono offrire amicizia o empatia con buoni propositi, ma non possono diventare i genitori del sopravvissuto, o la terapia non progredirà.

I 5 passi della disciplina

(ce ne sono 12 in totale, gli altri saranno spiegati nei prossimi capitoli).

1- Provare a trovare le parti che hanno sperimentato gli abusi.

Questo può significare fare mappe del sistema (disegnare immagini di ciò che appare all'interno) e cercare cognitivi (intellettuali) o controllori (capi interni) per informazioni.

Un aiutante interno, può essere estremamente utile nel fare questo. Lasciate che queste parti capiscano lentamente l'agonia che hanno sperimentato durante la loro privazione: caldo (essere mantenuti sopra un fuoco), freddo (essere messi in freezer o ghiaccio), mancanza di cibo, ecc.

Incoraggiate la condivisione delle porzioni cognitive della memoria prima, mentre permettete alle personalità amnesiche di ricordare. Lasciate che il tempo assorba questi traumi, poiché questi sono avvenuti svariati anni prima e richiederanno un po' per essere assimilati. La cura non può essere affrettata. Lasciate che le altre personalità si facciano avanti e condividete le loro sensazioni con le vostre, mentre parti più cognitive le guidano nel processo di riacquisizione della memoria.

Mentre gli abusi tornano alla mente, siate preparati ad inondazioni di emozioni, così come di memorie del corpo. Un gruppo di persone interne può essere designato come aiutante per eliminare le parti, mano a mano che si fanno avanti e condividono i loro ricordi. Ricordare in sicurezza presume che la persona abbia un terapista qualificato e che abbia posto le fondamenta per una buona cooperazione tra sistemi, come detto sopra.

Il lavoro sulla memoria non dovrebbe essere fatto fino a quando non ci sia una buona comunicazione e cooperazione interna, o la persona sarà sopraffatta dai ricordi, quando questi usciranno. Saranno inondati e ritraumatizzati, invece che essere aiutati. Con una buona comunicazione, i ricordi possono essere portati fuori poco alla volta, in pezzi gestibili, e possono aiutare ad eliminare le parti ferite. Il culto sottopone le persone a certi tipi di programmazione per raggiungere uno specifico obiettivo: separare l'intelletto dalle sensazioni di una persona.

Le personalità cognitive in questi sistemi sono sempre considerate più alte di quelle emotive, a quelle cognitive viene insegnato a passare le proprie sensazioni a quelle emotive. Mentre queste etichette sono rimosse, le personalità cognitive avranno paura di provare le intense emozioni che hanno causato le loro ulteriori separazioni. Questo porterà ad una continua divisione nel sopravvissuto.

E' importante che le personalità cognitive realizzino che quelle emotive sono parte di loro, possono fare pratica condividendo i propri pensieri a piccoli passi, senza essere inondate e sopraffatte.

RICORDATE: LA SICUREZZA ESTERNA E' NECESSARIA PER RIMUOVERE LA PROGRAMMAZIONE INTERNA.

Dovete essere in grado di promettere a queste parti sicurezza esterna e rispettarla, o rifiuteranno comprensibilmente di collaborare. Perché dovrebbero provare a cambiare solo per essere punite di nuovo? Nessun sistema eliminerà la propria dissociazione protettiva se l'abuso continua o continuerà a stabilizzarsi e ridissociarsi continuamente. Questo avviene perché smantellare la dissociazione vuol dire smantellare la sua stessa sopravvivenza e protezione.

Fermare i contatti con i perpetratori ed avere un sicuro terapista sono i primi passi da compiere, prima di eliminare la programmazione interna. Un sistema può ancora funzionare, per bloccare i contatti con il culto e cominciare a curarsi, ma rallenterà la terapia tremendamente poiché l'energia interna sarà deviata verso la ricerca di sicurezza piuttosto che cancellare il trauma.

Una persona può curarsi e molti sopravvissuti sono ancora in contatto con il culto quando cominciano la terapia MA i progressi saranno più rapidi una volta interrotto il contatto.


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