domenica 23 marzo 2014

LA GIUSTA PENA PER SILVIO BERLUSCONI di Maria Cristina Di Mascio




Caro Signor Silvio Berlusconi,
sono una disabile di cinquantasei anni affetta da poliomielite dall'età di due anni. La mia vita è stata un inferno e ancora oggi vivo nell'inferno perché la malattia mi ha distrutto il corpo e mi ha lasciato solo il cervello per pensare e la beffa di rendermi conto di quanto mi è stato tolto.  Io non posso fare quello che fa lei e tutti i sani che popolano questa terra. Lei parla d’ingiustizia, di angoscia, dolore, che ha provato il giorno che i giudici della Corte di Cassazione hanno convalidato la condanna a suo carico di aver frodato lo Stato e gli italiani. Io ho ascoltato il suo discorso che lei ha pronunciato il giorno 4 agosto davanti al suo nutrito popolo di adoratori al suo servizio. Non ero seduta in poltrona come fanno le persone normali, ma ero in letto poiché ho subito un trauma al ginocchio e alla schiena, e mi costringe ancora a stare in letto e chissà per quanto tempo devo starci. Quando ho sentito la parola “ingiustizia”, angoscia, dolore, mi sono detta; quest’uomo potente che dice di essere dalla parte dei più deboli, cosa ha fatto per me che vivo l'inferno da cinquantaquattro anni? Lei caro Berlusconi, poteva fare molto per me e per i miei amici disabili come me, invece, in venti anni non ha fatto nulla per rendermi la vita meno gravosa. Lei ha gridato al suo popolo che ha subito una grande ingiustizia, che si è sentito umiliato, ferito, addolorato per quello che i giudici le hanno fatto. Io cosa dovrei dire caro Berlusconi? Sono stata condannata a una pena atroce senza avere commesso nessun reato! Sono cinquantaquattro anni che vivo in galera, soffrendo le pene dell'inferno che, non auguro a nessuno, in più, la società dei sani cui sono nata, non mi ha accolto con amore è uguaglianza, anzi sono stata vista come un’anomalia, da nascondere, e non fare vedere. Caro Berlusconi, noi disabili siamo ancora visti come una vergogna, e molti genitori ancora oggi, per difendere i figli disabili, li nascondono in casa, o li mettono nelle case famiglie, negli istituti come si faceva con i malati di mente rinchiusi nei manicomi. Noi siamo visti ancora come un errore della natura, e peggio ancora considerati un castigo di dio, una punizione divina inflitta alla famiglia che ha trasgredito i comandamenti religiosi. Mi è stato detto questo per rispondere alle miei domande del perchè della mia terribile malattia. Le risposte erano sempre le stesse, da medici e religiosi, negli ospedali e negli istituti dove sono stata rinchiusa, scontare la mia ingiusta pena. Non le dico quello che ho subito da suore e preti, più pieni di odio verso la vita, che pieni d'amore verso i più deboli e più bisognosi. Io per loro ero un errore, un castigo del dio che si sono creati gli uomini ignoranti, bisognosi di avere un punto di riferimento, come l'orfano che vuole sapere chi l’ha messo al mondo. Questa è la follia dei sani di credere in una illusione per secoli, e non cercare la verità usando il proprio cervello, capire di essere prigionieri di una illusione, dettata dal bisogno, di dare un senso alla propria esistenza su questa terra. Io caro Berlusconi ho subito la più grande ingiustizia di tutte, quella di essere stata privata di tutto quello che riesce a fare lei, in più il suo mondo dei sani, mi ha ulteriormente reso ancora più difficile lo stare al mondo, con ogni tipo di ostacolo per come siamo stati visti noi disabili, in passato e anche nel presente. Mi piacerebbe che lei mi venisse a trovare, o ancora meglio fosse condannato è obbligato a vivere un anno insieme con me, ogni minuto, ora, giorno, costretto dai giudici a farmi da badante uomo e accudirmi in tutto. Per tutto, intendo, lavarmi, pulirmi dalla merda e il piscio che devo tenermi giacchè non sono libera come lei di andare al gabinetto, fare la doccia, il bagno, sono stata totalmente privata della dignità e del pudore e devo sottostare a quello che decidono per me quelli che mi accudiscono. La mia caro Berlusconi, è una prigione legalizzata, una pena a vita che non ho scelto. Vivere tutto il giorno con me, avere sempre davanti la vera sofferenza, la vera ingiustizia, sarebbe la giusta pena da scontare per il suo reato. Sono sicura che le farei capire cosa vuole dire la vera ingiustizia, la vera sofferenza, che lei stesso ha permesso con la sua politica indifferente verso gli ultimi della classe quelli che non servono a nulla e sono solo un peso della società. Quello che lei, non si rende conto che, lei, è più malato di me, ma come tutti i "sani" non si rende conto della malattia terribile che voi presunti sani avete nel corpo e nella mente, e come questa terribile malattia sia contagiosa, soprattutto, quando mettete al mondo dei figli, che fate diventare la brutta copia di se stessi. Anche lei signor Berlusconi, è diventato la brutta copia della vita, ma non è in grado di vedere ciò che è diventato, poiché se lo sapesse, avrebbe già scoperto la verità di se stesso e di conseguenza del perché l'umanità non riesce a risolvere i suoi giganteschi problemi. Vorrei che il giudice affidasse a me la sua riabilitazione, io sarei il suo specchio, tutto ciò che ha ignorato per tutta la vita, e ancora non ascolta dentro se stesso. Lei non è innocente caro Berlusconi, gli innocenti a questo mondo sono solo i neonati, non gli adulti, che li fanno diventare la brutta copia della vita libera che ogni volta perdono per responsabilità vostra. Se il mondo non è un paradiso, la responsabilità ricade sulle persone adulte che sono state allontanate fin dai primi vagiti, dalla vera vita che esprimevano, per responsabilità di altri adulti corazzati nel corpo e nella mente, ignoranti o colti, e hanno reso questo mondo una loro proprietà da governare e plasmare alla loro vita distorta. Lei non fa parte della vita libera e innocente, ma fa parte della distorsione umana, che da sempre non vuole l'evoluzione, il cambiamento verso la consapevolezza di riconoscersi tutti uguali, ma vuole difendere un mondo malato, che resti ancorato all'ego, la prigione caratteriale che divide gli esseri umani e li allontana gli uni dagli altri, gli uni contro gli altri, al fine per allontanarli dalla verità dal riconoscersi uguali. Io sono lontana anni luce dal suo mondo malato e distorto che lei invece considera sano. Il suo mondo dei sani lo conosco bene, ci vivo da cinquantasei anni, e mi ha fatto tanto male e continua ancora oggi a farmi del male senza che i sani se ne rendono conto. Iniziando dai religiosi, che me ne hanno fatto di tutti i colori, quando ero rinchiusa nei loro istituti. Se lei decidesse di farmi da badante le racconterei come i disabili subiscono ogni tipo d’ingiustizia, ed io sono la testimone vivente di come il suo mondo malato in nome dell'amore di Cristo rovina il cervello di chi non può difendersi dall'indottrinamento religioso perché completamente prigioniero della sua condizione disgraziata, e costretto per necessità ha subire il lavaggio del cervello e messo in prima fila in Chiesa come esempio di sofferenza che dio ha voluto in croce per far capire ai credenti la loro croce da portare. Per tanti anni ci ho creduto, ma oggi, sono libera da questa illusione di massa, che ancora oggi miliardi di persone credono perchè non ragionano con il loro cervello, ma sono schiavi del loro bisogno che altri sfruttano per difendere e portare avanti le loro ricchissime istituzioni secolari.
    Caro signor Berlusconi, io sono prigioniera dall'età di due anni di una malattia terribile, e mi costringe a vivere schiava di una condizione permanente è irreversibile che nessuno vorrebbe vivere, compreso lei. Quando sento i normodotati come lei che parlano di sofferenza e dolore, per me il vostro dolore è un moscerino di dolore, ma voi invece non apprezzate il grande dono che avete ricevuto dalla vita, vi lamentate, come se quel dolore fosse una montagna insormontabile da non poter sopportare e ancora peggio, voi, vi arrabbiate, vi offendete e dite che soffrite più di noi, soffrite più di chi è stato martoriato nel corpo, e non può esprimere la vita in tutte le sue meravigliose funzioni vitali di un corpo sano, che arrivate a disprezzare. Io ogni giorno devo assistere alla vostra idiozia, di quanto siete lontani dalla verità, di non vedere la meravigliosa vita che buttate via. Io piango per voi sani, soffro per voi, e mi arrabbio molto perchè vedo e sento la vostra malattia che nessuna radiografia può rivelare e nessuna medicina può guarire. Io ho il diritto di dire a lei e a chi pensa di soffrire di più, quello che non riesce a capire e riuscite a capire voi sani. Nonostante quello che prova lei in questo momento, lei ha sempre un corpo sano, non è condannato a vivere per sempre fino alla morte quello che invece io non posso cambiare per via della mia terribile malattia. Se lei fosse il mio badante, le spiegherei la differenza sostanziale che esiste tra i normodotati e i disabili in carrozzina. Lei non conosce il mio mondo infernale che ripeto, lei, ha contribuito ad alimentare con la sua indifferenza politica. Il disabile subisce ogni istante della sua giornata l'umiliazione di essere totalmente al servizio degli altri perché incapace di autonomia, perciò deve chiedere sempre, non può fare niente di quello che fanno i normodotati sani, come lei. Voi date per scontato di andare a pisciare e cagare, di farvi un bagno, o prendere un bicchiere di acqua per bere, o farsi un caffè, cose semplici, cose scontare che un disabile deve sempre chiedere a chi lo accudisce. E tutto dipende dagli altri, è completamente alla mercé dell'umanità sana, che non si rende minimamente conto di quello che prova una persona costretta a vivere nella prigione della malattia. Quante volte, vi ho ripetuto quello che vivo io da sempre.  Caro signor Berlusconi, voi sani non vi rendete minimamente conto della nostra condizione di aspettare sempre, sempre, sempre il comodo vostro. Io da sempre devo aspettare i vostri porci comodi. Aspetta Cristina, che devo fare il bucato, aspetta Cristina che devo lavare i piatti, aspetta Cristina che sono al telefono, aspetta Cristina, che sono in bagno, aspetta Cristina che finisco di mangiare, aspetta Cristina che mi sto lavando i denti, aspetta Cristina, che sto bevendo, aspetta Cristina, aspetta Cristina, è intanto noi disabili siamo pieni di merda, siamo inzuppati di piscio, e non possiamo fare niente, ci sentiamo umiliati nella dignità, nel pudore, e non possiamo dirlo, non possiamo ribellarci di pretendere rispetto, pretendere che quando chiediamo qualcosa noi siamo costretti a farlo, vorremmo essere come voi sani, ma siamo prigionieri della malattia e della vostra non conoscenza dei nostri veri bisogni che sono gli stessi che vivete voi, con la differenza che voi avete tutto, noi non abbiamo niente e voi sani avete il coraggio a dire a noi che non conosciamo cosa vuol dire la vera sofferenza? Perché non fate una cosa: noi disabili prendiamo il vostro posto e voi sani prendete il nostro posto. Facciamo cambio? Noi ci stiamo e voi ci state? Visto che dite che non conosciamo la sofferenza!
Queste parole forse a lei non dicono nulla visto che lei è un uomo potente abituato a comandare più che aspettare, ma io non ho il suo conto in banca e l'esercito di persone al suo servizio, nelle sue grandi dimore lussuose, io vivo con la pensione di 275 euro più 480 di accompagnamento e con questa somma dovrei viverci e questo che lo Stato italiano ha valutato per noi disabili, e lei come presidente del consiglio, ha governato l'Italia, e non ha cambiato assolutamente nulla e continuo a percepire una pensione indegna per un paese civile. Oggi, lei parla d’ingiustizia, ma l’ingiustizia che ha provocato a me e a tutti i disabili, non dice nulla, lei focalizza tutto alla sua persona come se fosse il primo della lista dell'ingiustizia. Nessuno anche il sano con i peggiori problemi, economici, ed esistenziali, e difetti fisici, non si metterebbe mai al mio posto, non farebbe mai cambio. La dimostrazione l'ho sempre avuta poiché nessuno mi ha mai risposto alla domanda di fare cambio di vita. Io caro signor Berlusconi faccio volentieri cambio, io prendo il suo posto con tutti i problemi giudiziari, e lei prende il mio posto, ci sta? Non credo proprio che cambierebbe la sua vita ricca e famosa, con la mia povera e disgraziata in tutto. Io diversamente da lei, ogni giorno nonostante i dolori atroci che provo nel mio corpo martoriato, non mi lamento mai, sorrido sempre, sono sempre pronta ad ascoltare tutti, non giudico nessuno, ogni mattina saluto, la mia stanza, il mio letto, il mio comò, il guardaroba, saluto il giorno, il sole, gli alberi e tutta la natura, tutto questo meraviglioso pianeta, dove sono nata, e anche se sgangherata nel corpo, ma non nella testa, io ringrazio perfino la mia malattia che mi ha distrutto il corpo. Un sano non lo farebbe mai, e mi prenderà per pazza nel sentire questa cosa assurda e scandalosa per il mondo dei sani. Ma io caro signor Berlusconi, non sono pazza, per me la malattia mi ha fatto capire quanto è bella la vita, è importante la vita, importante di essere viva, di essere ancora viva su questo pianeta meraviglioso, viva nonostante sono nata dentro questo mondo idiota, pieno di esseri umani sani che non sanno apprezzare il dono meraviglioso della vita che pulsa in loro, in ogni parte del loro meraviglioso corpo che c'è voluto miliardi di anni all'energia che abbiamo chiamato dio, per avere una forma per vivere, vivere, vivere, di essere viva. Anche se non posso vivere la vita come ho sempre voluto, io dico sempre a tutti che la vita è bella, e meravigliosa, bisogna amarla, bisogna viverla anche se ci sono dolori, ci sono problemi, piccoli o grandi, non bisogna mai dire che la vita fa schifo, non bisogna mai arrendersi, perché abbiamo sempre una possibilità di cambiare e risolvere i problemi di ogni tipo. Invece voi sani fate di tutto per complicarvi e rovinarvi e rovinare la vita con le vostre idiozie di ogni tipo per avere più soldi e più potere. Lei caro Berlusconi, potrebbe imparare molto da me, se scegliesse di venire a vivere in casa mia, e accudirmi in tutto. Non sarebbe una umiliazione, ma una scuola di vita, per scoprire la verità che non ha voluto cercare dentro se stesso. Stare vicino a me, capirebbe che i suoi problemi, sono un soffio sulla mia pelle, che non sentirei nemmeno. Lei invece li fa diventare dei dinosauri, quando basterebbe imparare ad ascoltare i disabili, noi siamo lo specchio del dolore che vi fa paura, vi fa terrore, provare e vivere sul vostro corpo. E per questo che non entrate in contatto con i nostri occhi, non sapete come comportarvi, vi sentite a disagio, ci ignorate o peggio ci chiudete in casa, o negli istituti, o case famiglie, come dei detenuti che hanno commesso dei crimini: il crimine di essere un peso per la famiglia e la società. Caro Signor Berlusconi, i disabili sono stati i primi perseguitati dal genere umano, perché nei nostri confronti avete compiuto ogni tipo di barbarie, per ignoranza e consapevolezza. Ci avete uccisi dalla nascita perché credevate fossimo opera del demonio, un male da bruciare e soffocare, estirpare, cancellare dal mondo per la nostra deformità scandalosa, inaccettabile, agli occhi di ogni società, piccola e grande che vedeva in noi disabili una mostruosità quando la mostruosità era il pensiero, l'idea degli uomini sani che sani non lo sono mai stati, ieri, e oggi.  Sono i sani i veri malati, i veri disabili, ma non sanno di essere malati, e questa la tragedia dell'umanità inconsapevole.
Caro Signor Berlusconi, la giusta pena che vorrei farle scontare, non è una vendetta nei suoi confronti, io non odio più nessuno, anche se sarebbe giustificato per come noi disabili siamo stati trattati da sempre, e ancora oggi anche se ci sono dei sani che comprendono le nostre pene e le nostre necessità, di voler fare capire essere uguali a voi, in tutto per tutto. Io quindi non la odio, e non la invidio per niente, per i suoi soldi e il suo posto di potere nel mondo. So benissimo che non sceglierà mai di venire a vivere in casa mia, e accudire una donna disabile che ha bisogno di tutto, per scontare la sua condanna. Ho sentito dalla televisione, che Lei non ha scelto di essere affidato ai lavori socialmente utili, di aiutare gli ultimi della classe, perché lo ritiene  umiliante scendere all'ultimo gradino della sua società capitalista che ama tanto. Visto che orgogliosamente si dichiara cristiano, come mai non vive da cristiano? Il Cristo, che lei prega in Chiesa e nel suo intimo, non era ricco e potente, viveva in povertà e viveva e predicava l'amore universale l'esatto contrario della sua ipocrita vita. Lei lo ha sempre rinnegato come tutti gli ipocriti che non sono coerenti con gli ideali a sbandierano in pubblico ma poi pensano solo ai loro interessi personali. Lei ha scelto la vita lontana da Cristo, che ha sempre voluto, è ha fatto di tutto per averla, e non si sognerebbe mai di vivere secondo i principi di Cristo. Lei vive nell'ipocrisia come tutti quelli che a parole credono in un Dio e poi lo rinnegano ogni giorno con il loro vivere lontano dal loro credo. Il suo Dio è il denaro, e ha fatto di tutto per possederlo aumentare sempre di più, di più il suo conto in banca. E in questo ci è riuscito in pieno ma non sono sicura che tutto il suo denaro lo ha guadagnato onestamente, non ci credo all'onestà dei ricchi perchè per arrivare in alto bisogna farsi largo con le regole del più forte, del più furbo, che usa tutti i mezzi non certamente della lealta e dell'onestà, poichè il mondo che adora lei, per scalarlo ci vuole una corazza dura e insensibile al dolore degli altri, a chi impedisce la scalata sull'altare del dio del mondo, il feticcio che tutti adorano e fatto cose mostruose per averlo. Lei è uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta, come può credere che il suo impero sia stato costruito attraverso l'onestà di fare soldi, quando il capitalismo che ama vive grazie allo sfruttamento l'uomo sull'uomo? Lei deve solo ringraziare l'idiozia umana che gli ha permesso di arrivare in alto.  Una fabbrica o qualsiasi strumento di produzione potrebbe essere gestito dai lavoratori se i lavoratori fossero responsabili in prima persona di fare un salto di qualità in termini di consapevolezza. Il padrone caro Berlusconi, esiste perché lo schiavo gli permette di essere padrone della sua vita, se lo schiavo comprendesse l'assurdità di avere un padrone tutto cambierebbe, e i mezzi di produzione sarebbero in mano di chi fa il lavoro in prima persona. Purtroppo per fortuna sua i lavoratori sono schiavi della loro corazza somatica e caratteriale, e quindi il problema e principalmente nei lavoratori che si fanno sfruttare e comandare e i sindacati sono nati proprio da questa incapacità dei lavoratori a non assumersi individualmente e collettivamente la responsabilità di sostituire il padrone con una vera democrazia del lavoro in un nuovo modello di lavoro al servizio dell'umanità nei prodotti funzionali che gli necessitano per vivere. Lei naturalmente non vuole che la gente sia consapevole altrimenti perderebbe tutto il suo denaro e il suo impero. Ecco perché odia tanto l'uguaglianza ed esalta l'individualismo, perché nell'individualismo non c'è riconoscimento, ma interesse personale, bisogno personale, egoismo di possedere. Lei non vuole cambiare l'Italia, vuole che la gente deleghi la propria vita ad altri che abbiano bisogno del padrone, e questo non può che causare quello che da sempre accade in termini di privilegi sulle spalle di chi non sa aprire gli occhi sulla propria condizione di essere doppiamente schiavo della propria corazza e del padrone e di tutti quelli che lo vogliono rappresentare sindacalmente e politicamente. Se i lavoratori non comprendono del potere che hanno non cambierà lei e il mondo capitalista potete stare tranquilli, e miliardi di persone inconsapevoli continueranno a farsi sfruttare da chiunque gli promette falsamente il loro bene in tutti i sensi.
Quindi lei esiste come imprenditore e uomo politico perché la gente non sa di avere il potere, il giorno che la gente lo capirà quello che lei rappresenta sparirà per sempre. Ma oggi, purtroppo non è così, e la gente si fa illudere con ogni bisogno e lei e i suoi amici capitalisti potete comandare e fare soldi a vostro piacimento, con la complicità idiota della gente, che arriva a difendere il vostro malato mondo, è questo il grande paradosso, e la tragedia dell'umana idiozia. Caro Berlusconi, lei preferisce rimanere nella sua residenza lussuosa e accudito e riverito dai suoi adoratori dipendenti, che la venerano come un dio ricco e potente in terra. Non credo leggerà mai questa lettera di una disabile che vuole solo darle l'occasione di riflettere e forse cambiare vita, poiché come dice una frase famosa: non è mai troppo tardi per imparare, a leggere e scrivere, ma soprattutto imparare a capire, quello che in settantasette anni di vita non è stato in grado di sentire in se stesso, perché troppo preso a fare soldi, e diventare l'uomo più potente d'Italia. Io caro Silvio Berlusconi, preferisco la mia condizione di povera disabile, perché dalla mia vita disgraziata ho imparato cosa è la vera vita, e non la cambierei per nessuna vita sana, ricca e potente come la sua. Io sono felice della mia vita, non ho un corpo sano, ma ho una mente sana, una mente che mi ha permesso di scoprire la verità di me stessa, l'impresa più difficile e più ardua, che un essere umano ha paura di affrontare nella sua vita. Io caro Berlusconi, l'ho fatto poiché per scoprire la verità, non ci vuole un corpo sano, e i soldi non servono a nulla, ci vuole solo coraggio, solo coraggio di andare fino in fondo a se stessi, e scoprire la verità di chi siamo, al di là della nostra relativa identità, sia che ci chiamiamo Maria Cristina Di Mascio o Silvio Berlusconi. Scoprire la verità su se stessi e scoprire la verità dell'intera umanità, io so chi è lei Berlusconi, ma lei non sa chi è lei veramente poiché se lo scoprisse tutto il suo mondo mentale e materiale, non avrebbe più senso. Lei è sempre stato in prigione ma ha creduto di essere un uomo libero, è questa la tragedia della sua vita e la tragedia dell'intera umanità che non ricorda la vera vita che ha perso.
 
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