domenica 23 marzo 2014

LA BIOPATIA CARATTERIALE POLITICA di Bruno Franchi


Se ci si dovesse chiedere: "Storicamente quale è stato il più grosso problema dell'umanità?" sicuramente ci sarebbe un gran numero di risposte. Alcuni dichiarerebbero " la vittoria sulle malattie"; altri "la prevenzione delle guerre ed il conseguimento della cooperazione, della fratellanza e della comprensione reciproca". La risposta di Wilhelm Reich era una ...soltanto: "la PESTE EMOZIONALE".
Questa peste dell'uomo corazzato fu definita da Reich come una biopatia emozionale e caratterologica che si manifesta in modo distruttivo sulla scena sociale. La peste emozionale non solo impedisce la soluzione dei problemi umani ma anzi li aggrava e ne crea dei nuovi, secondo un modello non dissimile da quello della stratificazione e dell'intreccio della struttura nevrotica umana, così come descritto da Reich. Questo complesso intrecciarsi dei meccanismi della peste emozionale ha la funzione di offuscare a tal punto la vera natura dei problemi che essi non possono venire risolti, e diventa sempre più difficile risalire alla loro origine. Il fine ultimo è sempre la prevenzione della verità, dell'amore e della vita.
La peste emozionale è la più insidiosa difesa dell'uomo, la sua arma definitiva contro se stesso, contro la sua libertà, e contro la sua vita; e semplicemente per il fatto che migliaia di anni di esistenza corazzata lo hanno irrigidito, egli considera con il massimo onore e paura quegli aspetti della sua natura bio-cosmica che gli potrebbero fornire proprio quella razionalità e quella gioia di vivere che egli - in modo paradossale - desidera ardentemente e che - seppure occasionalmente - vive nel più profondo dei suoi desideri e delle sue creazioni più grandi.
Una caratteristica costante della storia è stata la persecuzione di quegli individui, istituzioni e movimenti sociali che si sono avvicinati il più possibile alla comprensione e alla soluzione dell'enigma del dilemma umano, la sua "trappola". Ogni qualvolta e ovunque la peste emozionale è minacciata dalla comprensione profonda della sua malattia - vuoi che la minaccia sia un'idea, un'emozione o un'espressione vivente - essa ha cercato di distruggerla. Reich afferma: "L'individuo appestato agisce spinto da una coazione strutturale, non importa quant'egli sia bene intenzionato, egli non può agire che come peste emozionale: agisce così fa parte del suo modo di essere, così come il bisogno d'amore o di verità sono l'essenza del carattere genitale. Ma l'individuo appestato non soffre nel vedere la nocività delle sue azioni".
La peste non si accorge di essere il male, e crede che tutto quello che fa è necessariamente nell'interesse del suo concetto di "bene". Perciò Reich spiega: " E' una caratteristica basilare dell'Assassinio della Vita, perpetrato dall'animale umano corazzato, il fatto di essere camuffato sotto diversi modi e forme. La sovrastruttura dell'esistenza sociale umana ( economia, guerra, movimenti politici irrazionali ed organizzazioni sociali che servono a sopprimere la Vita) sia sommergendo la tragedia basilare che circonda l'animale umano con un'inondazione di ciò che potremmo chiamare razionalizzazioni, coperture, evasioni delle soluzioni reali. Inoltre essa può fare affidamento su una razionalità perfettamente logica e coerente valida soltanto nel quadro della legge contro il crimine, dello stato contro il popolo, delle morali contro il sesso, della civiltà contro la natura, della polizia contro il criminale, e così via lungo tutto l'abissale cammino dell'umana miseria".
Reich riteneva che la comprensione e la padronanza della peste emozionale e dei suoi svariati meccanismi, dovrebbe avere la priorità su tutti gli altri problemi dell'uomo, poiché l'uomo non può sperare di mantenere il suo progresso e di far sopravvivere nessuno dei suoi sforzi finché ciò non viene compiuto in modo adeguato. Per citare ancora: "... Si dovranno fare ampie descrizioni specifiche delle reazioni pestilenziali individuali, per fornire all'educatore e al medico la conoscenza necessaria e dettagliata". Ed ancora: "Per ora un'accurata indagine dell'Assassinio di Cristo è di gran lunga più importante del bambino più fantastico che potremmo essere in grado di allevare". Ed infine: "Il fatto che la natura della peste emozionale finora non è stata riconosciuta è la sua migliore protezione. Di conseguenza, l'indagine accurata della sua natura e del modo in cui essa agisce demolirà questa protezione".



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