domenica 23 marzo 2014

IL SENSO DELLA MIA VITA di Maria Cristina Di Mascio


Nel retro del mio libro: SVEGLIATI PICCOLO UOMO, c'è un aforisma che dice:
"SVEGLIATI PICCOLO UOMO, SOLO QUANDO TI METTERAI ALL'ULTIMO BANCO CAPIRAI IL SENSO VERO DELLA VITA. TE LO DICE UNA DISABILE CHE CI VIVE DA UNA VITA".



Il senso della vita per me è che se dovessi rinascere per la seconda volta, vorrei rinascere con lo stesso corpo perché mi ha fatto capire e comprendere la consapevolezza di quest’inferno che vivo dentro nella mia disabilita, e nei confronti dei sani. Ora ti spiego meglio questa frase, mio/a caro/a amico/a, questa consapevolezza mi ha fatto comprendere che non è stato DIO o qualcun altro a farmi vivere due inferni (la mia disabilita e il mondo dei sani) perché un DIO degli uomini non esiste per niente. Però ti posso assicurare che c’è un DIO in ogni luogo, ed è presente in ogni cosa che facciamo e vediamo.
Il DIO di cui sto parlando è un DIO che si materializza in noi stessi e in ogni cosa vivente.
Quindi è il protagonista assoluto poiché diventa qualsiasi cosa e la vive, e non è un osservatore dell’universo e della vita pensante. Il DIO che si è creato l’uomo è un DIO a immagine creato dalla realtà dell’uomo.
L’uomo sulla Terra osservando la sua realtà fatta di una famiglia dove c’è un padre, madre e figli, osservando questa famiglia, ad un certo punto l’uomo ha trasferito tale famiglia nel trascendente, ossia se aveva i genitori in Terra, per forza di cose doveva avere un genitore superiore.
La ricerca dell’uomo dunque, è stata quella di voler capire la propria origine, come l’orfano che vuole capire chi è il suo genitore, l’uomo si è sempre sentito orfano di DIO perché non si è fatto vedere da nessuno.
Perciò l’uomo ha creato la sua immaginazione per materializzare la presenza di DIO PADRE, questo lo possiamo vedere nelle figure dei quadri e in tutte le chiese e nelle statue che l’uomo ha creato per identificarlo e indirizzando le proprie preghiere di aiuto.
Tornando alla mia disabilita un tempo mi facevo un sacco di domande, una di queste mi riguardava, ed è questa, PERCHE’ UN DIO D’AMORE DEVE FARE SOFFRIRE I SUOI FIGLI?
Questa domanda è stata per me assillante per un lungo periodo della mia vita, la risposta l’ho chiesta ai rappresentanti “Religiosi” credendo che mi dessero una risposta alla mia condizione di sofferenza fisica e mentale. Le risposte erano molte, ma tutte erano insufficienti e non credibili alla luce di un DIO D’AMORE.
Una risposta che mi disse un prete diceva, “tu sei cosi perché DIO vuole punirti per le colpe dei tuoi genitori perché se i genitori si fossero comportati bene, DIO ti avrebbe fatta nascere sana”.
Un’altra diceva, “DIO ti vuole cosi perché attraverso la tua croce di sofferenza gli altri si posso salvarsi per i peccati commessi”.
Un’altra ancora mi voleva convincere dicendo “tu devi accettare la tua condizione perché nessuno conosce il progetto di DIO e tu sei cosi perché tu sei uno strumento di tale progetto”.
Un altro “Religioso” mi ha detto: “Cara figliola le vie del Signore sono infinite e se tu non cammini devi accettarlo serenamente perché nessuno conosce il volere di DIO, in più disse DIO ti ama più di tutte le sue creature”
Altri ancora “erano dubbiosi e non sapevano dare una risposta del perché esiste la sofferenza nel mondo”.
A queste risposte m’incassavo terribilmente perché un DIO che non si faceva vedere e non mi dava nessuna spiegazione l’ho trovavo allucinante perché tutti mi parlavano d’amore, ma come può un DIO del genere far soffrire un innocente per tutta la vita?
Per me che vivevo e vivo in prima persona nella sofferenza, non ho accettato di essere l’agnello sacrificato sull’altare del DIO, che si sono creati gli uomini.
Da questa considerazione ho iniziato il cammino verso la vera verità di trovare la causa a tutte le sofferenze piccoli e grandi che ci sono in questo mondo.
Tale verità capovolge la verità che l’uomo si è costruito nel tempo per dare un senso alla sua vita.
Il DIO degli uomini per me è un bisogno di paternità perché come o citato sopra, l’uomo non riusciva a spiegarsi tutto quello che aveva intorno, compreso se stesso, e DIO era la logica conseguenza, come era logico che un bambino avessi un padre.
All’inizio era anche per me logico di quest’affermazione perché intorno a me c’erano padri, madri e figli e quindi mi era insegnato che DIO CREAVA L’UOMO A SUA IMMAGINE, creando l’uomo dalla polvere e la donna dall’uomo, come racconta la BIBBIA nella GENESI.
Come tutti sono stata educata a credere che esiste un CREATORE e le sue creature, quindi mi sentivo una creatura di DIO, ma domandavo a me stessa, come mai la creatura di DIO era più disgraziata di tutte le altre?
Facendomi questa domanda, trovavo la mia condizione un enorme ingiustizia cosmica e terrificante per chi la vive sulla sua pelle.
Vivendo tale ingiustizia le spiegazioni religiosi non mi bastavano più e ho voluto cercare in me stessa la risposta a quella che consideravo una grossa menzogna che qualcuno mi voleva far vivere nell’inferno e la cosa ancora più assurda l’ho dovevo accettare passivamente, senza fiatare e senza domandare il perché.
Se avessi seguito i consigli e le risposte dei “Religiosi” avrei fatto la fine di tutte le persone addormentate, che accettano passivamente per paura e per l’ignoranza totale e seguono ciecamente o per comodità quello che viene insegnato a loro perché non ragionano con il proprio cervello e sono la maggioranza del genere umano. C’è da dire, che sono sempre stati i singoli uomini a far progredire il genere umano, come la storia insegna un esempio eclatante è la storia di Galileo Galilei, che andò incontro il pensiero dominante, gli uomini del suo tempo che credevano, che il Sole girasse intorno alla Terra, oggi se una persona dice una cosa del genere viene considerato un ignorante, se rovesciamo la cosa, l’ignorante a quel tempo non era Galileo, ma tutti quelli che credevano, sia il Sole girasse intorno alla Terra, sia la Terra era il centro dell’universo.
Quindi non è la massa degli uomini, che capisce le cose, ma sono i singoli a far capire e progredire tutti gli altri uomini perché la massa accetta passivamente quello che viene insegnato da capi “Religiosi” e non “Religiosi” e danno tutto per scontato, senza fare uno sforzo di cercare la pura verità da soli.
Nel mio caso, non ho accettato passivamente, quello che mi volevano farmi credere.
Nel mio cammino interiore mi ha portato a comprendere che tutte le “Religioni” avevano un fondamento di verità che è stato distorto dall’uomo, che non ha fatto il lavoro di chi portava dentro la verità.
Un esempio di questa distorsione lo si può vedere in chi crede in Gesù Cristo, che si comporta esattamente il contrario di quello che diceva Cristo.
La storia della Chiesa dimostra, come il messaggio di Gesù Cristo sia stato tragicamente deformato per come la “Gerarchia della Chiesa” trattava tutti quelli che pensavano diversamente mandandoli al rogo o tagliando la lingua, come è stato fatto al filosofo Giordano Bruno.
Oggi la “Chiesa”, non ha un potere di un tempo perché ci sono stati uomini che hanno riflettuto e lottato contro chi pretendeva di agire secondo il volere di DIO condizionando le coscienze degli uomini, più per il proprio tornaconto usando DIO come mezzo.
DIO dunque è sempre stato usato dagli uomini per imprigionare altri uomini per fini terreni, come qualsiasi altra idea di liberazione terrena e mentale, ma soprattutto mentale.
Se oggi il “Cristianesimo” dopo duemila anni non è riuscito a mettere in pratica gli insegnamenti di Cristo è perché è più facile adorare, che cambiare se stessi e diventare un essere vivente libero e pieno d’amore, come lo era Gesù. Tutti i seguaci delle “Religioni” delegano la loro vita ai loro capi sperando che li possono liberare dai loro tormenti e dai mali interiori.
Io ho imparato in me stessa che nessuno, dico ancora nessuno, può liberarci dalla spazzatura che abbiamo dentro nella nostra mente, anzi con i secoli questa spazzatura è aumentata sempre di più, ma il peggio non c’è né rendiamo conto di questo fatto e ci illudiamo che qualcuno in Terra come in Cielo ci possa salvare dalla nostra miseria mentale.
La verità non è lontana da noi, come c’è stato insegnato dicendo, che c’è un DIO nell’alto dei Cieli, che ci guarda e ci giudica le nostre azioni malvagie e quelle buone, ma al contrario la verità è più vicina di quanto noi possiamo pensare o credere.
Devo chiarire che non sono atea se dico queste cose, ma la posizione dell’ateo per me è assurda, in quanto se io esisto non può essere un caso la mia esistenza per me la casualità non è la verità perché è impensabile che dal vuoto assoluto nasca una materia che è arrivata alla vita pensante che a sua volta indaga il vuoto.
Non c’è dubbio che una matrice intelligente deve esistere altrimenti l’Universo non esisterebbe.
Le due strade che l’uomo ha intrapreso sono due e sono in contrapposizione tra loro.
Il primo pensiero dell’uomo è stato quello di pensare a un CREATORE in base a ciò che ho scritto sopra.
Il secondo pensiero è stato quello di annullare il CREATORE, come pensa l’ateo, che crede che la realtà non ha bisogno del trascendente per essere spiegato.
Lavorando su me stessa i due pensieri sono diventati una necessità dell’uomo, che ho trovato perfettamente logico al vivere deformato dell’uomo.
Dentro di me ho conosciuto la terza via, che secondo me spiega ogni cosa e soprattutto mi ha dato la risposta che nessuno mi aveva dato, né credenti e né atei.
Il silenzio di DIO è diventato comprensibile alla luce di una risposta che capovolge tutto il pensiero dell’uomo, sia quello di fede e sia quello di ragione.

Tutti i diritti riservati © 2014 Fabio Ludovici – M. Cristina Di Mascio